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HTC Vive testato e spiegato da Paolo Ottolina di Corriere della Sera

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Tanto clamore attorno ad un prodotto HTC non si vedeva dai tempi di HTC One M7, quando presentato al mondo, lo smartphone è riuscito a fare breccia nel cuore di molti utenti Android. Questa volta però non è uno smartphone a fare questo effetto, bensì HTC Vive, ovvero un visore per la realtà virtuale sviluppato in collaborazione con Valve e di cui già si dice un gran bene. A Barcellona durante il Mobile World Congress c’era il giornalista del Corriere della Sera, Paolo Ottolina, che ha pubblicato qualche giorno fa un bellissimo articolo, nel quale HTC Vive testato e spiegato, è risultato essere il prodotto più tecnologicamente avanzato in materia di VR. Oggi vogliamo riprendere le fasi salienti di questo articolo per spiegarvi in poche parole cosa è in realtà HTC Vive e soprattutto cosa ha di diverso rispetto ad altri visori per la realtà aumentata.

Già dal titolo: “Quando la realtà virtuale ti lascia senza fiato“si capisce che il prodotto preso in esame ha qualcosa di diverso rispetto alla concorrenza, ma cosa? Andiamolo a scoprire.

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Al momento Htc Vive, appena presentato al Mobile World Congress, è una delle soluzioni più avanzate. E dopo averlo provato in esclusiva per circa mezz’ora a Barcellona possiamo aggiungere un sincero «wow» di stupore. Uno di quegli oggetti che – pur con alcuni limiti tecnologici – ti proietta in un futuro che finora abbiamo solo immaginato, grazie ai film o ai romanzi cyberpunk di un William Gibson.

Un vero “wow” di stupore, questo è quello che avverte Paolo alla fine della prova di questo HTC Vive ed è un’esclamazione davvero stupita, perchè al momento altri prodotti di questa tipologia con queste caratteristiche non gli avevano fatto certo questo effetto. Di sicuro non sarà un bel vedere come HTC One M9 questo HTC Vive, ma quello che conta in fin dei conti in questi casi è la percezione che il visore riesce a dare dell’ormai famosa Realtà Virtuale.

Perché è questa una delle differenze rispetto a Oculus Rift o ai Gear Vr di Samsung. Con Vive puoi muoverti all’interno di un ambiente reale, camminare e «toccare» oggetti nella realtà virtuale con le mani (o meglio, con uno dei due controller che bisogna impugnare).

Insomma un plus non da poco. Quindi con HTC Vive ci si lascerà alle spalle il mondo reale e ci si potrà buttare a capofitto nel mondo della realtà virtuale non riuscendo a percepire nulla che riporti alla realtà nuda e cruda. Un punto a favore assoluto per un prodotto che ha proprio questo scopo, quello di portare l’utente ad interagire con oggetti ed ambienti, che in realtà non esistono e sono solamente il frutto di una serie di algoritmi studiati ad-hoc.

Si evita il senso di nausea che dopo un po’ (quasi) tutti percepiscono con altri tipi di visori. Tecnicamente si chiama «motion sickness» ed è uno dei problemi che gli addetti ai lavori, anche quelli di Oculus, ben conoscono e cercano di eliminare. Perché nessun prodotto di VR può avere successo se dopo 10 minuti ti riduce peggio che un viaggio su una nave in tempesta.

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L’effetto “nausea” scompare. Ebbene si perchè c’è anche questa controindicazione nell’usare un visore per la Realtà Virtuale, d’altronde il nostro cervello normalmente percepisce distanze, suoni, colori e tanti altri fattori in modo reale appunto e di colpo utilizzando un visore VR perde il contatto con tutti questi fattori causando quasi una sorta di “rigetto” a quel mondo che stiamo visualizzando. Anche in questo caso un punto a favore per questo HTC Vive che sicuramente è la novità più eclatante annunciata durante l’evento del 1 Marzo a Barcellona, Utopia in Progress.

In alcune esperienze ero un semplice spettatore. Ho assistito a una battaglia tra truppe fantascientifiche in un’ambientazione medievale. Gli assediati erano dentro un castello e grazie alla realtà virtuale ho potuto girare intorno alle mura, vedere la battaglia dal punto di vista di chi attaccava e da quello che si difendeva.
In un altro scenario ero sott’acqua sulla tolda di una nave affondata e ho visto vorticare attorno a me pesci di ogni tipo, balene comprese. Guardando in alto potevo vedere il sole attraverso l’acqua, guardando in basso il nero delle profondità abissali. Quando un pesce guizzava verso la mia faccia, era impossibile resistere all’impulso di scacciarlo con la mano (e dopo averlo fatto ti sentivi piuttosto sciocco).

Sicuramente leggendo questo spezzone di articolo vi è venuta subito voglia di comprarne uno, ma alt non siamo ancora nella fase di vendita al pubblico finale, perchè come ci spiega proprio Paolo in qualche paragrafo precedente, l’attuale versione di HTC Vive utilizza una connessione via cavo con un PC dalle elevate prestazioni ed ovviamente è supportato da una scheda grafica dall’enorme potenziale, ma comunque funziona per carità. La versione finale invece, pare sarà dotata di tutta una serie di sensori collegati via Wireless, che potranno dare il meglio in una stanza della grandezza di 12 mq.

Il secondo gioco, l’esperienza più coinvolgente dell’intera dimostrazione, ci vedeva nei panni di un riparatore di robot. Dopo aver tentando di aggiustare l’automa (inutilmente), l’intero laboratorio ha iniziato a crollare, lasciandoci in precario equilibrio su un baratro: l’abisso era virtuale ma le vertigini e la paura no.

Per finire ovviamente Paolo è stato invitato a provare due giochi che basano la loro esperienza di gioco proprio sulla VR. Nel secondo gioco è proprio il caso di dire che la “realtà è entrata prepotentemente nel mondo virtuale”, ma non intesa come un qualcuno o qualcosa che di colpo è entrato a far parte dello spazio videoludico, bensì come la sensazione di paura vera, reale che Paolo ha provato trovandosi sul finto baratro di un burrone.

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Questo sicuramente è quello che ci si aspetta dall’evoluzione finale di HTC Vive, quella per capirci che porterà la VR nel mondo dei videogiochi aumentando a dismisura il livello di immersività del gioco stesso. Un mondo insomma, che attende un passo in avanti davvero enorme da parte di queste tecnologie che finora sono rimaste un po’ da parte, ma che tra qualche mese arriveranno sugli scaffali di mezzo mondo. Voi che ne pensate di HTC Vive, potrebbe essere il vostro prossimo regalo di Natale?

Un ringraziamento particolare a Paolo Ottolina e Corriere della Sera

Info sull'autore

Luca

Luca

Una vita "spesa" a scartabellare blog su blog e a condividere qualsiasi informazione tecnologica. Poi un giorno ho comprato il mio primo HTC ed è stato amore a prima vista, un amore che dura ancora oggi.