HTC One

365 giorni con HTC One M8

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Non sono io il felice possessore di un HTC One M8, che dopo un anno decide di pubblicare la propria esperienza, ma un nostro lettore Luca che ha avuto una bellissima idea. Ha pensato bene di inviarci un contenuto riguardante i primi 365 giorni con il suo amato HTC One M8, parlando di pregi e di difetti, ma soprattutto facendo una riflessione sul momento “buio” che sta attraversando il brand HTC.

Io non faccio altro che riportarvi fedelmente quello che è il suo racconto, pensando di fare una cosa carina, che sicuramente può essere da spunto per altri lettori interessati a condividere con la rete la propria esperienza di vita con il brand taiwanese. A questo punto non posso che lasciarvi ai 365 giorni con HTC One M8 del nostro lettore Luca.

È da un anno che sono possessore di un HTC One M8. Fino a dodici mesi fa ero uno di quelli che amavano più la sostanza che la forma, senza però saper distinguere l’esatta differenza tra le due. Possedevo (tutto sommato, felicemente) un buon vecchio Nexus 4, smartphone fluido, reattivo, dal design accattivante. Android Stock era in una evidente fase di transizione tra le incertezze di Kit Kat e la bellezza di Lollipop. Per i primi mesi tutto mi sembrava bellissimo, il fatto di avere un sistema operativo da costruire a mia immagine e somiglianza mi appagava notevolmente. Tutto ad un tratto, però, la passione era quasi sfumata: scavando nel profondo di Android così come mamma Big G l’ha fatto, ho notato alcune limitazioni o, meglio, una troppa poca flessibilità e ciò sembra un controsenso se si ha in mano un dispositivo Nexus. Sia chiaro, con Lollipop penso che sia stato trovato il filo conduttore che unisce tutti i prodotti Android, da un punto di vista grafico e funzionale. Ma in quel periodo, con ancora Kit Kat a bordo, avevo come l’impressione che qualcosa non stesse al suo posto. Ed è così che, immerso nelle mille recensioni che leggo e guardo ogni giorno, mi imbatto nel nuovo smartphone di HTC, un Brand che mi ha sempre affascinato ma che non avevo mai avuto la fortuna (e la disponibilità economica) di provare. La prima volta che ho visto quello smartphone me ne sono innamorato. Il design, la fluidità estrema, l’audio, la funzionalità e la pulizia della Sense mi avevano conquistato del tutto. Metto da parte un po’ di soldi e acquisto euforico l’M8. Ecco, dopo un anno ho ancora l’euforia del giorno in cui l’ho spacchettato. Finalmente ho trovato in uno smartphone tutte le cose al posto giusto. Mai un rallentamento, un riavvio, un app che si sia aperta con qualche secondo di ritardo, un’esperienza d’uso pazzesca. Le app di HTC hanno una cura maniacale dei dettagli (basta vedere l’orologio, il meteo o il lettore musicale), il tutto in sintonia con l’intero O.S. La cosa sensazionale è la qualità che trasmette lo smartphone non appena lo si prende in mano, quando poi lo si inizia ad usare è la fine del mondo. Avrà anche qualche difetto? Sicuramente, come tutti. La fotocamera è di ottima qualità ma non a livelli massimi (anche se il software è ottimo). Leggendo sul web ho capito che non sono l’unico che sia rimasto soddisfatto dai prodotti HTC. Tuttavia, alla luce anche dei recenti risultati finanziari negativi, mi sono iniziato a chiedere: la gente è poco informata o, al contrario, è informata solo ed esclusivamente su alcuni prodotti. La verità, probabilmente, sta nel mezzo. Essendo uno studente di economia, ho iniziato a riflettere (nel mio piccolo, naturalmente) su alcune strategie aziendali della casa taiwanese. La questione marketing è sotto gli occhi di tutti. La distribuzione, almeno nel nostro Paese, lascia un po’ a desiderare: trovare un prodotto HTC in negozio è difficile o, quanto meno, più difficile rispetto ai concorrenti. Il prezzo è in linea con la qualità del prodotto, ma il grande pubblico è solito spendere tanto per prodotti e per marchi che conosce, e qui si entra in un altro problema: la comunicazione. Gli sforzi dell’azienda in merito alla strategia pubblicitaria si sono concentrati principalmente nella sponsorizzazione delle partite di Champions League e di Europa League, guarda caso, manifestazioni seguite dal grande pubblico, dalla massa. Ed è questo, secondo la mia umile opinione, il problema: voler cercare di andare ad occupare un segmento di mercato in cui l’azienda non ha alcun vantaggio competitivo. La questione è una sola: il Brand. Il Brand HTC è poco conosciuto, anzi è quasi sconosciuto al grande pubblico, mentre è ben più noto ed apprezzato dal pubblico di appassionati di tecnologia. Un ulteriore elemento a vantaggio di questa tesi è il fatto che dispositivi HTC di fascia medio-bassa (seppur ottimi) hanno stentato e non poco nei dati di vendita. La domanda è questa: perché voler cercare in ogni modo di entrare in un mercato dove non si hanno vantaggi e dove la concorrenza è spietata quando si ha a disposizione una nicchia di consumatori affascinata dai dispositivi HTC e disposti anche a pagare un prezzo più alto pur di averli? Di sicuro, queste sono valutazioni che spettano a persone con molta più competenza di me o ad azionisti che ogni anno investono nell’attività d’impresa. Tuttavia, il mio rimane un sogno di un semplice appassionato di tecnologia che ha trovato in HTC una sicurezza. Produrre pochi modelli l’anno, con la qualità che da sempre contraddistingue la casa di Taiwan, e destinati ad un preciso target di consumatori, potrebbe essere la via del rilancio del Brand. D’altronde è vero che il mercato è fatto di numeri ma anche di qualità, e all’utente interessa solo quest’ultima. Io continuo a godermi in mio One M8 che mi sorprende ogni giorno di più. Mi sono talmente affezionato a questa azienda che spero vivamente possa uscire da questo momento difficile (almeno finanziariamente parlando) perché è un Brand che ha fatto la storia della tecnologia mobile. E non è un dettaglio.

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Info sull'autore

Luca

Luca

Una vita "spesa" a scartabellare blog su blog e a condividere qualsiasi informazione tecnologica. Poi un giorno ho comprato il mio primo HTC ed è stato amore a prima vista, un amore che dura ancora oggi.

  • maxfkt

    Complimenti Luca per la bella recessione che condivido dalla prima all’ultima parola! !!!!

  • Bellissimo post.
    Potrei scriverne uno pressochè identico riferito alla mia vita con l’M9. Anche considerazioni e conclusioni sarebbero assai simili.
    Il suo titolo sarebbe “La mia vita con un HTC, il peggior sistema operativo del mondo reso piacevole dal più bel telefono esistente.

    • Perchè non lo fai? Lo potremmo far diventare un articolo non pensi? 🙂

      • Perché no? Magari più avanti.
        Penso che per dare un giudizio meno crudo su Android (riconosco che il mio è attualmente un po’ forte) sia meglio attendere l’aggiornamento a 6.0.